Integrazione vegana

Ecco una correzione del testo:

È doveroso fare una premessa che vale sia per un vegano sia per un onnivoro: l’integrazione diventa importante, e nel caso di persone sportive, nel primo caso è fondamentale. Un sedentario o chi non ha grandi obiettivi estetici può tranquillamente non preoccuparsi eccessivamente.

Vediamo nel dettaglio cosa è necessario e quali sono le possibili carenze riscontrate in un’alimentazione vegana. Le basi sono sicuramente 3. E per basi intendo quei supplementi che devono esserci a prescindere dallo stile di vita, anche se spero sempre di rivolgermi a un pubblico sportivo:

  1. B12: Si trova solo nelle fonti di origine animale ed è fondamentale per tutte le funzioni metaboliche del corpo umano. L’integrazione per qualsiasi vegano è OBBLIGATORIA, senza se e senza ma.
  2. Vitamina D: È strettamente legata ai prodotti animali, nelle uova precisamente, ed è di fondamentale importanza soprattutto per le donne. Una carenza può portare complicazioni a livello osseo, nella regolazione del glucosio e sintesi proteica, poiché stimola la produzione di testosterone. Anche la carenza di vitamina D può contribuire alla tendenza alla depressione.
  3. EPA e DHA (acidi grassi polinsaturi a catena lunga): Spesso sottovalutati, sono cruciali per lo sviluppo cerebrale. Nell’alimentazione vegana è presente solo l’ALA, l’acido alfa linolenico (polinsaturo a catena corta), che si trova principalmente in semi oleosi come lino, semi di canapa, zucca, chia, ecc. L’integrazione di EPA e DHA può essere necessaria, specialmente per persone di una certa età.

Per quanto riguarda le proteine, è importante considerare la qualità e la quantità. La soia ha un profilo biologico tra i migliori, ma non tutte le fonti proteiche vegane forniscono tutti gli aminoacidi essenziali. L’integrazione di aminoacidi essenziali o proteine isolate vegetali può essere necessaria per garantire la sintesi proteica ottimale.

Inoltre, la gestione dei macronutrienti è cruciale in una dieta vegana. Non è possibile separare una grande quantità di proteine da una grande quantità di grassi, a meno che non si mangino solo cereali e legumi, il che è sconsigliato per la presenza di antinutrienti. Quindi, è consigliabile proporre una dieta vegana bilanciata.

Infine, l’autoproduzione di fonti proteiche, sfruttando le proteine isolate vegetali e le farine proteiche come lupino e canapa, può essere utile per diversificare l’apporto proteico senza eccedere nella soia o nel glutine. Il consumo di seitan dovrebbe essere limitato a causa della sua scarsa qualità proteica e del potenziale effetto infiammatorio a livello intestinale.

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