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Nel fitness

Com’è arrivato poi il discorso del bodybuilding?
Beh.
Salute è anche sport.
Sono sempre stata molto sportiva sin da bambina.
Avevo in casa mio padre che mi ha messa sugli sci, su una tavola da windsurf, in un campo da basket e chi più ne ha più ne metta.
Mia madre macina chilometri a piedi da che ne ho memoria.
Idem i miei nonni.
Non potevo essere una da Netflix and chill insomma.
Sempre nel mio periodo di blackout ho mollato tutto.
E per anni facevo solo le 4 cose che mi piaceva fare di più in assoluto: leggevo, ballavo, camminavo e fumavo.
Quindi decisi di prendere in mano di nuovo la mia vita.
Per me e per la mia salute.
Ero molto magra, non tanto per volere quanto perchè ero seriamente stressata (il fare mille cose…).
Ma a parte la magrezza era soprattutto la tonicità il mio problema, verso i 25 iniziavo a vedere crollare tutto sotto la forza di gravità.
Integravo da ben prima di iniziare ad andare in palestra.
Sempre per il discorso fatto precedentemente sulla prevenzione.
Io DOVEVO salvarmi.
E ad oggi son quasi convinta al 100% che senza questo approccio non sarei qui a parlarvi della mia prossima gara.
Magari ho solo rimandato ma poco importa.
Non ho mai fatto “outing” su questo argomento e mai lo farò perchè non voglio far la vittima o esser trattata da malata.
Al momento sto bene e non voglio neanche pensarci.
Ebbene arrivò di conseguenza l’iniziazione in palestra.
Alla sala pesi.
Avvenuta per caso.
Per gioco.
Ero andata a iscrivermi a un corso di ballo e sono finita con due manubri in mano.
Un scricciolo di 43 chili in una sala di omoni di 100.
E li scoppiò il mio terzo grande amore.
Come poteva piacermi un attività del genere proprio non lo capivo.
Successivamente l’ho capito eccome.
Qual era lo sport che più in assoluto deve avere consapevolezza di quello che accade al proprio corpo?
Tessuti, adipe, muscoli ,scambi osmotici, sale, potassio, carboidrati.
Poi sappiamo quanto è nominato nello sport “il potere della mente” e quanto bene ci stava la mia conoscenza acquisita sulle varie declinazioni di questo argomento anche sotto un bilanciere.
Le discipline olistiche e l’esoterismo vanno un bel pò più a fondo di “the sceret” e Anthony Robbins insomma.
Era tutto collegato.
E quindi di nuovo, come sempre, quando ho i colpi di fulmine mi misi a leggere leggere leggere e a fare i soliti 200 corsi.
È ironico come sono passata dallo yoga e i mudra al bodybuilding.
Ma credetemi quando vi dico che era molto meglio “meditare” cosi per me, respirando a ritmo e strizzando il muscolo, “percependo” il mio corpo piuttosto che star seduta e respirare nella posizione del loto.
Quella era la mia chiave.
Ognuno di noi ne ha una diversa.
Avevo trovato il giusto mezzo per ancorarmi (o radicarmi se vogliamo usare il termine appropriato) alla realtà.
E sono arrivata qui.
Ho avuto l’immensa fortuna di conoscere grandi maestri nel mio percorso di fitness.
Imparare da loro e/o lavorare con loro.
E prego ogni giorno di trovare qualcuno che mi insegni cose nuove e che dia risposta a tanti miei dubbi e intuizioni che ho.
Perchè il mio cervello è sempre in continuo movimento.
Sento un suggerimento che arriva da non so dove e DEVO trovare i perchè e i percome di qualcosa.
Motivo per il quale ho approfondito e sviscerato l’argomento “fitness al femminile”.
Non mi vanno bene certe regole.
Non mi vanno bene certi dogmi.
Per quanto ancora ci siano delle credenze limitanti in questo senso, so che c’è di più e non è proprio tutto come c’è scritto sui libri “classici”.
Noi donne non siamo solo adipe e muscolo.
Che se è vero che sono gli ormoni ad avere il comando su ogni cosa, beh allora noi siamo un gran casino e abbiamo il diritto di essere trattate nella giusta maniera ognuna con le proprie caratteristiche.
L’ho imparato per la prima volta nell ayurveda conoscendo i tre “dosha” Vata, Pitta e Kapha e nella medicina cinese di 2000 anni fa che siamo tutti diversi.
Figuriamoci se oggi nel 2020 posso sentire che le basi dell’allenamento e dell’alimentazione devono essere per tutte uguali.
Sono fatta così.
Non mi accontento mai di una sola risposta.
Sono diventata personal trainer iscritta nell’Albo dei Tecnici e degli Istruttori AICS.
Sono cresciuta piano piano in questo ambiente unendo le mie conoscenze sull’alimentazione vegan e cercando in tutti i modi di far conciliare queste due cose che solo a nominarle insieme stridevano terribilmente.
E invece ho gareggiato.
Sono andata molto oltre le mie aspettative e forse alle aspettative di tutti.
Sono arrivata da amatrice nella più importante federazione a livello mondiale con un alimentazione totalmente differente dagli altri e un integrazione altrettanto selezionata.
A prescindere dalle classifiche o dai podi o dai risultati mi ritengo molto più che soddisfatta.
Ma non mi fermerò qui.
Non sono di certo l’unica a essere una che “mangia strano” e fa bodybuilding.
Anzi.
Abbiamo esempi bellissimi anche in Italia.
Ed è questo che la gente deve vedere.
Non è impossibile.
È solo “diverso“.
E più passano gli anni, più la tecnologia alimentare ci aiuterà in questo senso.
Mi piacerebbe ispirarvi.
Ispirarvi a cambiare anche solo un pasto alla settimana che non sia un maialino o una gallina o una mucchina.
Perchè vi giuro e vi assicuro che è possibile.
Se si vuole qualcosa si può.
Punto.
Questa è la vera magia.

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